Il pozzetto in polietilene: polifunzionale


High quality, high fidelity.

Il nostro sistema di progettazione, produzione e commercializzazione ha il certificato di qualità ISO 9001-2008 e ci permette di offrire una gamma di pozzetti in polietilene composta da oltre 300 varianti. Per noi, ogni commessa è ugualmente importante e la affrontiamo con un obiettivo chiaro: fornire un sistema capace di essere efficiente sempre, anche in condizioni estreme, con le stesse prestazioni e garanzie del primo giorno.

DeformAction.

l suolo per sua natura non è uniforme: il tempo, gli agenti naturali e gli interventi dell'uomo possono modificarne la consistenza. Questo comporta che, nel momento della posa, il pozzetto deve essere progettato per rispondere in maniera differente alle sollecitazioni del terreno e non devono essere trascurate le diverse forze che andranno ad agire sul sistema e che tenderanno a deformarlo. In alcuni casi è necessario prevedere che, dopo essere stato interrato, ogni lato subirà spinte differenti e potrebbe richiedere forme, curve e scanalature studiate ad hoc. Per questo ogni nostro stampo è frutto di una ricerca attenta, che ci porta a brevettare progetti e disegni.

Il principio generale.

Nel 2009 è stata finalmente emanata la norma EN 13598-2 che regola il settore dei pozzetti e camere di ispezione in materiale plastico. La stessa chiarisce che questi prodotti possono essere installati senza limitazioni in zone a traffico veicolare, fino a profondità di 6 metri, anche in presenza di falda. 

Il principio generale è quello di stabilire i requisiti essenziali di resistenza fisica e meccanica degli elementi che compongono il pozzetto. In particolare la norma focalizza l’attenzione su tre test atti a definire la resistenza della base, dell'elemento di rialzo e dell’elemento terminale con chiusino.

Base: Prova di vuoto per simulare le pressioni esterne secondo EN 14830

Elemento di rialzo: Prova di schiacciamento orizzontale con carico di 2kN/m² secondo EN 13476

Elemento terminale con chiusino: Prova di carico stradale secondo EN 124, EN 14802, ENV 1046

Affidabilità non solo sulla carta.

La nuova norma EN 13598-2 ha finalmente fissato uno standard minimo per la realizzazione dei pozzetti in materiale plastico. Grazie a questa norma, un bravo produttore, il cui cantiere presenta condizioni ottimali, può tutelare il proprio lavoro e la riuscita del progetto che ne consegue. 

Il pozzetto KMC è stato progettato non solo per rispondere ai requisiti di carico prescritti dalla norma, ma per adattarsi alle effettive condizioni di esercizio. Rispetto ai test prescritti infatti il pozzetto KMC considera anche il carico asimmetrico allo scopo di tenere conto di accidentali difetti nel terreno di riempimento o dissimmetrie nell’applicazione dei carichi superficiali. Tali carichi deformano l’elemento già in fase di posa e compattazione e saranno presenti per tutta la vita dello stesso. Qualora si assoggettasse il pozzetto ad un carico radial-simmetrico si otterrebbero solo tensioni lungo la circonferenza e lungo la direzione verticale, poiché tutti i carichi verrebbero assorbiti dalla rigidezza anulare del pozzetto.

L’utilizzo del diagramma delle spinte come in figura provoca una flessione sul piano orizzontale del pozzetto in grado di sviluppare anche momenti flettenti e quindi di tenere conto, come accennato, di eventuali difetti di compattazione o di eventuali dissimmetrie nell’applicazione dei carichi superficiali.

Ne consegue che il pozzetto KMC è, non solo in teoria, ma anche e soprattutto nella pratica, idoneo ad essere installato in condizioni di esercizio reali.